Già noto nell’antica Roma con il nome di Trebulanum, <Continua...>
La foglia è medio-grande, pentagonale, pentalobata, con lembo superiore tipicamente bolloso, glabro e lembo inferiore tormentoso, con profilo contorto; il grappolo è medio-grande, conico-cilindrico, alato. L’acino è medio, sferico, con buccia di colore giallo-verde o giallo-rosato, delicata e di aspetto opalino. Il succo è di sapore neutro.
Il Trebbiano è vitigno a vigoria piuttosto elevata, si adatta bene a quasi tutti i tipi di terreno, dando produzioni abbondanti con buona regolarità; è mediamente sensibile a peronospora e marciumi, molto sensibile all’oidio. Il germogliamento e la maturazione sono tardive rispetto alla maggior parte dei vitigni bianchi.
All’Isola d’Elba e nel Grossetano si è coltiva un biotipo di Trebbiano Toscano chiamato Procanico, meno produttivo, molto ricco di zuccheri, in cui spesso gli acini a maturazione assumono una tipica colorazione rosacea.
Le caratteristiche organolettiche e l’attitudine alla vinificazione risentono positivamente della bassa produttività e si possono considerare complessivamente migliori della media; nell’ambiente dell’Arcipelago Toscano e della Maremma, con sistemi di allevamento atti a limitare la produzione per pianta, dà vini di buona struttura e serbevolezza nel tempo, di sapore neutro, con profumi delicatamente fruttati.
Sono numerosissimi i vini a DOC e DOCG prodotti.. <Continua...>

